Etichetta: addebito

14 Jul 2016
Sentenze

Tradimento non basta per addebito separazione (Cass. 14414/16)

Cassazione civile

Argomenti correlati: separazione, addebito

Il tradimento non è sufficiente ai fini della pronuncia di addebito della separazione, dovendosi verificare se la violazione dell'obbligo di fedeltà sia causa o conseguenza della crisi coniugale.

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23 Apr 2015
Informazioni utili

Separazione dei coniugi e divorzio

Nicola Canestrini

Argomenti correlati: separazione, consensuale, giudiziale, separazione legale, separazione di fatto, addebito, divorzio, divorzio breve

Che differenza c'è fra separazione legale e separazione di fatto? Cos'è il divorzio breve? Chi ha diritto di chiedere la separazione (consensuale o giudiziale)? Come si inizia la procedura? Cosa...

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4 Apr 2014
Sentenze

Infedeltà coniugale ed addebito (Cass Civ., 7998/14)

Cassazione civile

Argomenti correlati: separazione, divorzio, addebito, infedeltà

Moglie infedele non basta per l'addebito: il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale, ma deve verificarne l'effettiva incidenza...

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11 Jul 2013
Sentenze

Separazione e tenore di vita (Cass. civ., 17199/2013)

Cassazione civile

Argomenti correlati: separazione, addebito, assegno di mantenimento

Non può costituire  motivo di addebito della separazione la circostanza che uno dei coniugi, pur non avendone la necessità, abbia voluto dedicarsi ad un'attività lavorativa retribuita purché tale decisione non...

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Recenti Pubblicazioni

Dipendente patteggia per droga: non può essere licenziato (Cass. 26679/17)

Anche le condotte concernenti la vita privata del lavoratore possono in concreto risultare idonee a ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario, allorquando abbiano un riflesso, sia pure soltanto potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto compromettendo le aspettative d’un futuro puntuale adempimento dell’obbligazione lavorativa, in relazione alle specifiche mansioni o alla particolare attività.

Imbianchino cade dalla scala: datore di lavoro condannato (Cass. 48951/17)

Imbianchino non adotta le misure antiinfortunistiche e cade dalla scala di sua proprietà: condannato il datore di lavoro. Infatti, le misure adottate al fine di prevenire gli infortuni sul lavoro devono essere idonee ad evitare il verificarsi di sinistri anche in caso di disattenzione del lavoratore e, laddove si verifichi un evento dannoso, la responsabilità del datore di lavoro potrà escludersi soltanto in presenza di un comportamento del tutto abnorme del lavoratore.

Accertamento in ospedale del tasso alcolemico (Cass. 51284/17)

Nell’ipotesi in cui la polizia giudiziaria deleghi il personale sanitario all'accertamento del tasso alcolemico nel sangue, sussiste l’obbligo di dare l’avviso del diritto a far presenzaiare il difensore, allorché il conducente sia già indiziato di reato, al momento in cui la P.G. ha inviato al personale sanitario la richiesta di procedere ad esami clinici per la verifica del tasso alcolemico, e se l’accertamento non venga espletato a fini di cura della persona, e cioè sia unicamente finalizzato alla ricerca della prova della colpevolezza del soggetto indiziato.

Cane che morde.. inguaia il padrone (Cass. 51448/17)

l proprietario o anche solo detentore di un’animale risponde di lesioni colpose cagionate dall’animale a terzi anche qualora ne abbia affidato la custodia a una persona inidonea a controllarlo.

Litispendenza internazionale e rifiuto consegna MAE (Cass. 47892/17)

Il rifiuto di consegna in ragione della "territorialità" italiana del reato oggetto del m.a.e. estero opera esclusivamente a condizione che risulti rigorosamente provato che l'eventuale concomitante (e potenzialmente preminente) giurisdizione italiana emerga in termini di piena certezza sulla base di un quadro fattuale che possa desumersi, in modo affidabile e non controverso, dagli stessi elementi storici offerti dallo Stato di emissione del m.a.e. (L. n. 69 del 2005, art. 18, lett. p).

Serio pericolo per i diritti fondamentali per MAE: che fare? (Cass. 47893/17)

Quando risulti un serio pericolo di violazione dei diritti fondamentali nello Stato che ha emesso un mandato di arresto europeo, l'autorità giudiziaria deve procedere alla richiesta di informazioni complementari allo Stato richiedente, fissando un termine adeguato che non potrà comunque essere superiore ai trenta giorni, al fine di accertare se la persona richiesta in consegna sarà detenuta presso una struttura carceraria ed, in caso positivo, le condizioni di detenzione che saranno riservate all'interessato.